L’ecografia dei nervi ad integrazione di Elettromiografia e Velocità di Conduzione Nervosa

Il Sistema Nervoso è una struttura molto complessa. Permette di raccogliere le informazioni da tutto l’organismo ed elaborare comportamenti e movimenti degli arti grazie alle connessioni nervose che dal cervello arrivano a tutto il corpo e viceversa. Il cervello può essere paragonato a una centrale da cui partono i fili elettrici (nervi) che fanno accendere tante lampadine (muscoli). Se i fili che portano la corrente alle lampadine sono danneggiati in qualche punto, le lampade non si accendono. Analogamente, se i nervi sono danneggiati i muscoli non possono generare forza e le estremità perdono sensibilità.

Il Sistema Nervoso, inoltre, a differenza di tutti gli altri tessuti del corpo, ha una capacità di rigenerazione limitata e una lesione delle fibre nervose può comportare un danno alle sue funzioni e una disabilità permanente. C’è quindi una forte necessità in Neurologia di rendere immediatamente disponibili tutte le metodiche necessarie per non ritardare una giusta diagnosi e l’adeguata terapia. Il Neurofisiopatologo esperto in patologie dei nervi, comunemente utilizza l’ Elettromiografia e lo studio della conduzione sensitiva e motoria dei nervi per ottenere informazioni sulla sede e quantità di fibre nervose lesionate lungo gli arti. I principali disturbi a seguito di una lesione nervosa sono il dolore, la riduzione della forza muscolare agli arti, della sensibilità o la sensazione di scosse elettriche alla pelle.

Una riduzione di forza, per esempio a una mano, può dipenlesione delle fibre nervose che dal cervello portano i comandi ai muscoli della mano o a qualunque altra sede, come il tratto cervicale, la spalla il gomito, il polso, con alcune differenze cliniche. L’ Elettromiografia testa il funzionamento di diversi muscoli (le lampadine), lo studio delle Velocità di Conduzione verifica la sede del danno lungo i nervi degli arti (i fili elettrici). Le altre metodiche (Potenziali Evocati) esplorano tutta la via nervosa inclusa la “centrale” (cervello e midollo spinale) e le radici prossimali dei nervi. La valutazione, compiuta in laboratori di Neurofisiopatologia autorizzati, mira ad identificare la sede della neuropatia e ad escludere eventuali cause concomitanti. Per tale motivo, la durata ed il tipo di esami da eseguire è variabile di caso in caso.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito allo sviluppo di una nuova applicazione diagnostica per le lesioni dei nervi definita “Neuroecografia” o “Ecografia dei Nervi”. La metodica offre la possibilità di “vedere” direttamente la struttura dei nervi con dettaglio sub-millimetrico (cioè con una risoluzione spesso superiore a quella della Risonanza Magnetica), offrendo le immagini in maniera non invasiva. Inoltre, può esplorare rapidamente i nervi lungo tutto il decorso agli arti senza limitarsi a singoli distretti (spalla, gomito, polso, etc). Per portare a compimento il delicato percorso diagnostico-terapeutico, è fondamentale una collaborazione di diversi specialisti. L’approccio è possibile solo grazie alle conoscenze cliniche e neurofisiologiche del neurofisiopatologo (lo scrivente), condivise con un neuro-radiologo e con una équipe di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva altamente specializzata nella tecnica di microchirurgia per la riparazione dei nervi, sotto guida del microscopio intraoperatorio.

In casistiche raccolte e pubblicate grazie alle suddette collaborazioni, l’ecografia dei nervi, quando eseguita in associazione alle tradizionali metodiche, permette di risolvere casi complessi o di confermare casi dubbi e di diagnosticare tempestivamente patologie un tempo tardivamente identificabili o completamente ignorate (cisti, tumori o interruzione delle fibre nervose da taglio/lacerazione) permettendo di programmare, quando necessario, un intervento per consentire il recupero della conduzione e delle funzioni. Da alcuni anni il gruppo, rappresentato da giovani palermitani cresciuti nelle facoltà di medicina locali e perfezionati nei migliori centri nazionali ed europei, effettua incontri e seminari locali su argomenti di interesse comune, organizza corsi e viene invitato a diffondere i propri risultati nelle società scientifiche di appartenenza o nelle riviste internazionali del settore.

Grazie a queste collaborazioni, per risolvere i problemi delle lesioni nervose periferiche, i siciliani non sono costretti a rivolgersi a specialisti di altre Regioni e a intraprendere i cosiddetti “viaggi della speranza”.